bite plane placca di svincolobite plane placca di svincolo

Prima di tutto definiamo il termine Bite Dentale (o byte). E vedremo che non è affatto semplice.

In questo termine generico si fanno rientrare dispositivi molto diversi tra loro,

tra cui: 1) La mascherina “stampata” semplice o “nightguard” che è un foglio di materiale plastico spesso circa 1-1,5mm stampato sottovuoto a caldo sul modello dell’arcata dentaria rilevato con un’impronta tradizionale o realizzato con una stampante 3D sulla base di una scansione intraorale digitale. 2) Il bite dentale preformato da banco, disponibile in farmacia e adattabile a tutte le arcate previa immersione in acqua calda. 3) La placca di svincolo realizzata in laboratorio e denominata Michigan Spint, di cui esistono diverse varianti, e che rimane l’unica con solide basi scientifiche, come dimostato dall’ampia bibliografia. 4) La placca a piste di Planas (e i suoi derivati), che corregge alcune malocclusioni secondo i principi della Riabilitazione Neuro-Occlusale (R.N.O.). 5) Gli apparecchi ortodontici di silicone morbido che si usano per trattare alcuni casi di disallineamento, alcuni disturbi occlusali, il russamento e le apnee notturne, nell’ambito delle terapie ortodontiche.

La disomogeneità dei trattamenti

La terapia con il bite dentale si presta particolarmente ad interpretazioni eterogenee ed individualiste. Infatti, sia dal lato patologico che dal lato dei risultati clinici, è di difficile interpretazione. E anche terapie disordinate portano spesso un buon risultato, almeno nel medio termine, semplicemente grazie al cambiamento dell’equilibrio muscolare.

Si leggono anche argomentazioni molto particolari.

Di fatto, la motivazione clinica che conduce alla terapia con bite dentale, solitamente è riconducibile all’usura dentale, alla sintomatologia dell’articolazione della mandibola (articolazione temporomandibolare o ATM) o alla sintomatologia muscolare con o senza mal di testa (cefalea). E non è difficile ottenere qualche risultato clinico con qualsiasi apparecchio. Gli apparecchi corretti offrono maggiore confort ed efficacia.

Vediamo di seguito le indicazioni terapeutiche.

Secondo la Treccani, il bruxismo è l’Abitudine di serrare e digrignare i denti in una serie di movimenti involontari ritmici e spasmodici della mandibola durante il sonno: causata per lo più da situazioni psichiche particolari (tensioni emotive, frustrazioni, stati di ansia ecc.), può a sua volta essere causa di malocclusione dentale.

La definizione è accurata, anche se la malocclusione è di solito la causa primaria.

Le conseguenze del bruxismo sono: 1) abrasioni, usure, scheggiature, incrinature, e sensibilità dentali, 2) dolori e tensioni del viso e mascellari, 3) cefalea, 4) lussazione, blocco e/o click dell’ATM e 5) danni alla mucosa interna della guancia e sui bordi della lingua.

La Malocclusione (occlusione patologica)

Con occlusione dentale si intende non solo il modo in cui i denti delle due arcate si toccano tra loro, ma, in ultima istanza, il modo in cui la mandibola articola con il cranio. Infatti, l’articolazione temporomandibolare (ATM) è anatomicamente una diartrosi, e più specificamente un’articolazione di tipo ginglimo-artrodiale che permette alla mandibola di collegarsi in modo funzionale alla base del cranio. Tuttavia, la funzione dell’ATM è ben lontana da essere solo articolare ed è il risultato dei seguenti componenti: 1) articolazione anatomica, 2) articolazione dentale (occlusione o contatti tra le due arcate) 3) equilibrio neuromuscolare fino alla muscolatura sottomandibolare (iodea), del collo ed oltre 4) tempo (la situazione non è mai statica ma cambia nel tempo). Il movimento della mandibola è il risultato di tutti questi fattori, sia in fisiologia che in patologia.

Il termine malocclusione è in realtà superato.

Classicamente, si definisce maloccusione un’alterato allineamento dei denti rispetto alle classi di Angle anche in assenza di patologia. Si parla quindi piuttosto di occlusione patologica quando dai rapporti occlusali dei denti origina una patologia dei tessuti di supporto in senso lato.

L’occlusione patologica è una delle cause scatenanti del bruxismo.

La cefalea e il bite dentale

Il mal di testa, il bruxismo, le patologie dell’ATM e l’occlusione patologica sono strettamente collegati tra loro. Il 70% dei pazienti con cefalea hanno una concomitante patologia dell’articolazione dentale. La cefalea di origine occlusale di dice muscolo-tensiva, perché origina da dolori muscolari generati, in ultima analisi, dall’occlusione patologica. Come sempre, in questi casi è sempre difficile stabile il collegamento tra le due patologie.

Allo stesso modo, è difficile dimostrare l’efficacia del bite nella terapia della cefalea muscolo-tensiva. Le recenti ricerche evidence-based ridimensionano di molto l’efficacia del bite (inteso come placca di svincolo fabbricata in laboratorio) in questo campo specifico. Secondo questi studi, gli effetti positivi del bite sulla cefalea esistono ma solo a breve termine. Nel lungo periodo, l’efficacia è sovrapponibile a quella della terapia fisica (fisioterapia) e della terapia farmacologica.

In ultima analisi, quindi, la placca di svincolo è un ausilio alla terapia della cefalea muscolo-tensiva, nell’ambito di un trattamento multi-disciplinare.

La prevenzione dell’usura

In questo campo, qualsiasi tipo di bite, purché indossato con regolarità ha un ottimo successo clinico, semplicemente perché si interpone tra le arcate. La mancanza di contatto diretto tra i denti ha un effetto protettivo straordinario.

L’usura patologica dei denti avviene per abrasione, attrito, erosione e abfrazione (anche abfrattura).

L’ abrasione è l’usura prodotta dall’interazione tra denti e altri materiali, l’attrito è l’usura per contatto dente-dente, l’erosione è la dissoluzione del tessuto duro da parte di sostanze acide (per es. cibi acidi). Un ulteriore processo detto abfrazione o abfrattura potrebbe potenziare l’usura per abrasione e/o erosione e si localizza sul colletto dei denti. Sia le osservazioni cliniche che quelle sperimentali suggeriscono che i meccanismi di usura individuali raramente agiscono da soli ma interagiscono tra loro. L’interazione più importante è il potenziamento dell’abrasione da parte del danno erosivo ai tessuti duri dentali. Questa interazione sembra essere il fattore principale nell’usura occlusale e cervicale.