tossicità del fluoro usato nei bambini

In una parola: “No”. Il modo sicuro per usare il fluoro per i denti dei bambini è applicarlo con dentifrici ed eventualmente con gel specifici ad alta concentrazione dal vostro dentista.

Il fluoro in piccole quantità è ottimo per la saluta futura dei denti. In presenza di fluoro, infatti, esso è inglobato chimicamente dai denti in formazione. La parte minerale dei denti (e delle ossa) si chiama idrossiapatite. Se la gestante o il bambino assumono fluoro, parte degli ioni idrossile (OH¯) dell’idrossiapatite sono sostituiti da ioni fluoruro (F¯). Questa è la fluorapatite.

La presenza di una certa quota di fluorapatite, rende lo smalto intrinsecamente più stabile dal punto di vista termodinamico. La sua resistenza aumenta da tutti i punti di vista.

Quindi sicuramente il fluoro per i denti dei bambini è ottimo per quanto riguarda la salute dei denti stessi.

La tossicità del fluoro

Il fluoro, tuttavia, se somministrato in eccesso è tossico sia per i denti che per molti altri tessuti. Il problema è che il fluoro è già assorbito sia dalla gestante che dal bambino in vari modi (acqua, latte, alimenti, dentifrici e altro). L’aggiunta di fluoro anche solo nella stessa acqua potabile è considerato troppo rischioso per la salute da un numero crescente di paesi nel mondo (tra i quali Austria, Belgio, Cina, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, India, Israele, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Scozia e Svezia). In Italia l’acqua potabile contiene già tracce di fluoro e per questo motivo non è mai stata effettuata un aggiunta di tale elemento (vedi la nota dell’ISS).

L’eccesso di fluoro durante la crescita

L’esposizione a quantità eccessive di ioni fluoruro in età precoce è una possibile causa di malattia in età avanzata. Enesco e Leblond individuano tre fasi nella crescita. Nella prima la crescita degli organi è dovuta alla rapida proliferazione cellulare (iperplasia). Questo è definito periodo critico. Nella seconda fase la proliferazione cellulare continua a un ritmo più lento e la dimensione cellulare aumenta. Nella terza la proliferazione cellulare si interrompe mentre l’allargamento cellulare continua (ipertrofia).

La fase più rischiosa per l’accumulo è l’ipertrofia. Questa fase avviene in momenti diversi nei vari organi. Ad esempio, l’aumento il numero di cellule cesserà molto prima nel cervello rispetto a quello delle ghiandole salivari. Questo è il motivo per cui quando lo stress nutrizionale precoce viene applicato durante un certo periodo del periodo di crescita, alcuni organi sarebbero colpiti più di altri. L’assunzione eccessiva da parte dei piccoli di un ingrediente come il fluoro, che si trova nella maggior parte dei dentifrici e anche in altre sostanze, potrebbe provocare uno degli stress nutrizionali durante il periodo critico di crescita. Secondo l’ipotesi di Barker “ricordi” dell’organismo di esposizione precoce ad varie sostanze possono tradursi in patologia e quindi determinare la malattia in età avanzata.

Il fluoro ed il quoziente intelletivo

Somministrare il fluoro per i denti dei bambini è potenzialmente rischioso per molti organi. Il cervello in via di sviluppo è molto più suscettibile allo stress nutrizionale rispetto al cervello adulto. Il fluoro è certamente neurotossico. La barriera ematoencefalica che protegge il cervello adulto non si forma completamente fino a circa sei mesi dopo la nascita ed il fluoro attraversa in ogni caso. Studi epidemiologici suggeriscono come in alcuni paesi la fluorazione dell’acqua potabile, in aggiunta ad altre fonti di fluoro (per esempio il tè), può essere all’origine di una diminuzione del quoziente intellettivo (QI).

Il fluoro e l’autismo

La prevalenza dei disturbi dello spettro autistico è più elevata nei paesi con fluorazione delle acque e nelle aree endemiche di fluorosi. Questo, ovviamente, suggerisce che il fluoro sia un importante fattore ambientale nell’eziopatogenesi dell’autismo. Come già ricordato sopra il fluoro è neurotossico. F¯ induce disfunzione mitocondriale, stress ossidativo, infiammazione e immunotossicità. Esiste un legame tra un noto effetto di F¯ sulla sintesi di melatonina nella ghiandola pineale e la scoperta che la sintesi di melatonina è significativamente ridotta nell’autismo. Inoltre, la comprensione dei percorsi indotti dal fluoruro nell’eziopatologia dei disturbi dello spettro autistico può portare a nuovi trattamenti. Tutti questi meccanismi generati dal fluoro potrebbero evocare diverse interruzioni dello sviluppo cerebrale, alterare la neurotrasmissione e le regolazioni ormonali.

Al momento, c’è una divergenza tra la pratica sanitaria pubblica della fluorizzazione dell’acqua in alcuni paesi, che è considerata preziosa e sicura per ridurre la carie dentale, e le attuali prove scientifiche, che indicano che il fluoro è una neurotossina che disturba lo sviluppo cerebrale prenatale e postnatale, erodendo l’intelligenza e comportamento. In un recente studio canadese, l’esposizione materna a livelli più elevati di fluoruro durante la gravidanza è stata associata a punteggi di QI più bassi nei bambini di età compresa tra 3 e 4 anni.

La presenza di tracce di alluminio in forma cationica (Al3+) potenzia fortemente gli effetti neurotossici di F¯. La molecola risultante AlF4¯ può innescare i sintomi patologici dell’autismo a concentrazioni diverse volte inferiori a quelle del solo fluoruro (F¯). In sinergia con Al3+ anche una piccolissima concentrazione di fluoro potrebbe essere pericolosa per il cervello in via di sviluppo.

Per ulteriori approfondimenti sul fluoro e l’autismo seguire questo link.

Il fluoro e la ghiandola pineale.

Tapp e Huxley hanno scoperto che quantità significative di calcio sono presenti nelle ghiandole pineali dei bambini. Inoltre, il peso più elevato delle ghiandole femminili potrebbe essere in parte dovuto al loro contenuto di calcio più elevato. La ghiandola pineale è un tessuto mineralizzante e le concrezioni calcificate sono composte da idrossiapatite, che in presenza di fluoruro è sostituita da fluorapatite. La ghiandola pineale produce melatonina, un ormone correlato a impostare i ritmi e la durata del sonno. Il grado di calcificazione è stato associato a una ridotta secrezione di melatonina. Pertanto, ciò potrebbe comportare il disturbo dei ritmi circadiani e del sonno. L’immagine di copertina dimostra la calcificazione della ghiandola pineale in un adulto (Italiano) sottoposto a terapia preventiva con compresse di fluoro in età infantile.

Il fluoro e la malattie ossee.

In alcune regioni dove avviene il fluoro è ancora aggiunto all’acqua potabile, i livelli di calcitonina e osteocalcina sono alterati nei bambini fino a sei anni. La relazione tra fluoro e tumori ossei, invece, è stata proposta, ma mai dimostrata.

Il fluoro e la tiroide.

Recentemente è stata dimostrata per la prima volta una chiara relazione tra fluorosi e disturbi da carenza di iodio. L’esposizione prolungata a concentrazioni relativamente elevate di fluoro (3-6mg/giorno) eleva il TSH ed altera i livelli plasmatici di T3 e T4.

Il fluoro e le possibili origini fetali di malattie dell’adulto.

La nutrizione fetale svolge un ruolo importante per i neonati e influisce sulla salute durante l’infanzia e l’età adulta. È ben riportato negli studi epidemiologici che i bambini denutriti svilupperanno più probabilmente varie malattie in età avanzata. Ad esempio, bassi tassi di crescita prima della nascita sono legati allo sviluppo di malattie coronariche, ictus, diabete e ipertensione in età avanzata. Queste associazioni sono spiegate da un fenomeno noto come programmazione.

Secondo la letteratura medica, feti, neonati e/o bambini esposti a quantità eccessive di fluoro nei primi anni di vita potrebbero sviluppare conseguenze in età adulta. Non conosciamo, tuttavia, il meccanismo con cui il fluoro lascia impronte durature sul corpo e come possa dare origine a malattie in età avanzata.

La fluorosi dentale.

Modiche quantità di fluoro favoriscono la formazione di fluorapatite come spiegato sopra. In questo caso i tessuti dentali hanno un aspetto normale e sono più resistenti dal punto di vista termodinamico. Quantità ancora superiori causano un livello altissimo di accumulo di ioni fluoruro sui tessuti dentali fino ad alterarli fisicamente

Nella fluorosi dentale il bianco opaco dello smalto è causato da una superficie dello smalto ipomineralizzata. Nella fluorosi dentale più grave, si verifica la formazione di pori e perdita della superficie dello smalto e si sviluppa una colorazione secondaria marrone. Molti dei cambiamenti causati dal fluoro in eccesso sono correlati alle interazioni cellula/matrice/minerali durante la formazione dei denti.

Quindi, il fluoro per i denti dei bambini può diventare addittura dannoso per i denti stessi.

Applicazioni di fluoro.

L’applicazione di fluoro sui denti presso il vostro dentista non ha particolari controindicazioni e favorisce la prevenzione della carie. Questo è il modo giusto di usare il fluoro per i denti dei bambini (e anche degli adulti in alcuni casi).

Ma il fluoro (in ridotte quantità) è necessario come nutriente?

Sorprende riscontrare che F¯ non è un nutriente essenziale in quanto non è possibile definire alcuna funzione fisiologica per la quale è richiesto. E questo dovrebbe farci riflettere molto bene.