Iniezioni dentali e dolore


La paura delle iniezioni dentali è il retaggio di un passato oscuro, sudicio e doloroso. O, almeno, così dovrebbe essere.

Gli strumenti antichi di anestesia dentale sembrano appartenere alle segrete medievali. La siringa ricaricabile in vetro è la protagonista del mondo medico e dentistico del 19 ° secolo. Il dolore provocato dai grandi aghi era lancinante. E il livello di dolore saliva inesorabilmente uso dopo uso, perché appunto l’ago si riutilizzava! E bisogna considerare, almeno in paragone agli aghi moderni, la punta non era particolarmente affilata. E con l’uso ripetuto ovviamente perdeva ulteriormente la capacità di penetrazione, diventando strumento di lacerazione. Tra un paziente e l’altro per lo più l’ago e la siringa venivano solo disinfettati a freddo.

rekord syringe iniezione

Le iniezioni quindi non erano solo una tortura, ma anche una via d’infezione.
Pensate in termini moderni.
 

Un altro problema di questi grandi aghi era il danno ai nervi. Sono grandi abbastanza per danneggiare i nervi grandi come l’alveolare inferiore. Naturalmente tale danno non è permanente. Ma mesi di parestesia non erano rari dopo queste iniezioni.

Questo è un timore legittimo e giustificabile che ha allontanato i pazienti e anche i medici troppo empatici lontano dal regno degli anestetici locali. I migliori medici diventavano allora quelli veloci. I migliori medici “tiravano” denti velocemente. Poco importava se una radice o porzioni di osso si fratturavano. Alcuni poi usavano la siringa per le anestesie dirette sulla polpa del dente per la cura della carie penetrante. Un minuto di dolore acuto seguito però da anestesia completa era la soluzione migliore per evitare l’iniezione classica. Un minuto di dolore e il buon dottore si concentrava sulla terapia canalare.

Quindi questa atavica paura è fondata dal punto di vista storico. Ma la moderna odontoiatria è decisamente diversa. Gli aghi moderni sono un’altra storia. L’evoluzione degli aghi, delle siringhe e anche dei sistemi d’iniezione è stata notevole.

La prospettiva moderna è diversa, ma bisogna ricordare che quelle vecchie siringhe di vetro con grandi aghi sono erano in realtà per l’epoca in cui sono state sviluppate un progresso fondamentale. Quelle siringhe resero possibili appunto le iniezioni. E l’umanità intera deve essere grata ai medici Alexander Wood , Charles Pavaz e Charles Hunter. Questi medici hanno contribuito in vario modo all’invenzione del ago ipodermico e la siringa di vetro. E questo è accaduto a metà del 19 ° secolo.

L'ERA MODERNA

Nel 1950 la consapevolezza di contaminazione incrociata da siringhe riutilizzabili crebbe. Inoltre, le esigenze di vaccinazione e di donazione di sangue portarono allo sviluppo della siringa monouso. Siringhe di plastica monouso e aghi divennero ben presto universalmente usate.

I moderni anestetici dentali, siringhe e aghi hanno origine nel 1970. La siringa in acciaio si sterilizza a vapore in autoclave. Gli aghi e le carpule contenenti il farmaco sono monouso e vengono distrutte dopo l’uso. Il rischio di infezioni crociate è pari a zero.

moderna siringa anestesia dentale

Moderna siringa odontoiatrica sterilizzabile auto-aspirante 

I migliori aghi moderni hanno una punta con triplo smusso. Uno smusso triplo realizza una punta estremamente affilata rispetto al singolo smusso. Un smusso triplo penetra senza sforzo la mucosa. La forza necessaria è minima. Il dolore è poco o nullo.

ago con triplo smusso bisello

Punta di un ago con triplo smusso – estremamente affilato
 
Il corpo dell'ago è rivestito in silicone che riduce ulteriormente le forze necessarie per l’inserimento e questo lo rende ancora meno traumatico.

Recenti ricerche dimostrano che un disegno smusso asimmetrico può favorire una ulteriore riduzione del dolore.

Naturalmente un buon ago non è sufficiente. Ma è un buon inizio.  L’affilato ago tri-smussato diventa indolore in abbinamento ad una mano  ferma con una buona tecnica. E una buona tecnica è la seguente:

La mano stabile è la base. Tenere la siringa con il medio e anulare e il pollice sullo stantuffo. Il mignolo va ad aumentare il supporto  poggiando sul mento o sui denti.
Lo smusso dell’ago deve essere posizionato sul lato opposto del piano mucoso. Questo è un concetto importante, in quanto la maggior parte dei libri di testo affermano il contrario. Infatti, il concetto accademico è che lo smusso deve essere parallelo al periostio. L’idea è quella di  preservare l’integrità del periostio. Ma questo è un equivoco, nel senso che una tecnica dolce sarà comunque conservativa per il periostio.

orientamento ago anestesia

Corretto orientamento dell’ago rispetto al piano mucoso.

NB: Vi è un indicatore della posizione dello smusso sull'ago stesso.

È evidente che il lato tagliente dell’ago si trova sul lato opposto del bisello poiché la superficie è parallela al sito di iniezione. Questo rende l’inserimento più efficiente dal punto di vista energetico. Il dolore per molti versi è una dispersione di energia. Quindi è logico che una riduzione della dispersione riduca anche il dolore.

L’iniezione della soluzione deve essere lenta. Un’iniezione veloce è dolorosa. Un’iniezione lenta – con tecnica di aspirazione – più difficilmente porterà ad effetti collaterali.

Inoltre, una “tecnica di distrazione” è obbligatoria. La mano opposta deve applicare vibrazione continua alla guancia durante l’iniezione. È facile ed efficace. La stimolazione sensoriale sulla guancia opposta abolirà qualsiasi stimolo doloroso originante dall’impatto dell’ago.

Un altro fattore importante è la qualità degli strumenti. L'ago è un esempio evidente. Un altro è la cartuccia. Buone carpule hanno pistoni che offrono una resistenza minima alla forza dello stantuffo e scorrono in modo omogeneo all’interno del tubo. Purtroppo, molte marche hanno carpule che si bloccano, e l’iniezione a scatti può provocare un inutile dolore.

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Dom, 12/04/2016 - 09:55

Gli Impianti endoossei offrono molti vantaggi rispetto ad altre tecniche di sostituzione dei denti.

Gio, 07/14/2016 - 14:35

“Con l’aumento del consumo di cibi ricchi di zuccheri, i bambini sono più soggetti alla formazione di carie.

Oltre ad un’attenta igiene orale è vivamente consigliata la sigillatura dei solchi, procedura non invasiva ed effettuata senza anestesia.

Pratica semplice ma che riduce di molto l’insorgenza di carie occlusali.”










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